SEMPRE PIU’ A NORD: MACRON PIANTA IL TRICOLORE IN MONDI LONTANI MA SICURAMENTE RICCHI DI FASCINO.

             




Nuuk (Kalaallit Nunaat), 19 Giugno 2020 - Nell’ultimo mio pezzo avevo esordito in questo modo: ”Oggi ci trasferiamo nel nord dell’Europa...”, mai avrei creduto che a distanza di una settimana quello che pensavo fosse già a nord sarebbe diventato il profondo sud.

Già, oggi ci trasferiamo in Groenlandia, terra immensa, inesplorata, contesa e ricca di un fascino che non so descrivere con le giuste parole.

Ci trasferiamo in una terra dove riuscire a giocare a calcio è un’impresa, creare un movimento calcistico è leggendario, perseverare nel voler praticare uno sport senza avere avuto il riconoscimento ufficiale da parte della UEFA, fa capire quanto il carattere dei Groenlandesi sia forte, figlio delle situazioni climatiche e logistiche che si trova ad affrontare, figlio di culture diverse e sempre pronto a rivendicare ciò che ritiene gli appartenga. 

Vero è che ad oggi la Groenlandia è una nazione costitutiva del regno di Danimarca; intendo dire che è un territorio dove in tutto e per tutti i danesi sono considerati coloro che comandano. Ovviamente la Groenlandia ha una sua lingua, una sua piccola indipendenza, un suo capo di governo, ma tutto si riconduce poi ai danesi, con i quali i rapporti non sono stati sempre idilliaci. E allora la Regina di Danimarca, Margherita II è il sovrano, ma il primo ministro è Kim Nielsen, puro nativo di Groenlandia, e se la lingua ufficiale è il Groenlandese, obbligatorio è conoscere e studiare il danese.

Sarebbe bello approfondire anche il lato storico di quest’isola che risulta essere la più vasta del pianeta circa 3 volte più estesa dell’Australia, ma anche la meno densamente popolata del mondo con i suoi 0.03 abitanti per km quadrati.

Eppure nel corso del tempo questo luogo ameno è sempre stato al centro di disfide che hanno interessato islandesi, norvegesi, danesi, canadesi e persino americani, che dopo la seconda guerra mondiale provarono ad accaparrarsi questo territorio ricco di risorse naturali intese come flora, fauna e pesce che in nessun altro luogo del mondo sono così diverse e numerose.

Se vi avventurate nel cercare di imparare la lingua groenlandese preparativi ad entrare in mondi in cui l’ascolto della musica lisergica dei primi Pink Floyd di Sud Barret, vi potrebbe aiutare. Incontrerete parole piene di “q” e con suoni difficili da decifrare.

La capitale NUUK conta circa 18000 abitanti sui 57000 complessivi e questo anche perché la maggior parte del territorio non è abitato perché le condizioni meteo sono veramente proibitive.

      

 


Purtroppo la Groenlandia ha anche un record molto triste, legato al tasso di suicidi rispetto alla popolazione complessiva; nella “terra degli uomini” – come la chiamano gli autoctoni - o “nella terra verde” – come la chiamano di danesi, tale dato e 8 volte superiore rispetto al valore mondiale e 3 volte superiore rispetto alla Lituania, che occupa il secondo posto di questa sconsolante classifica.

 

 

 


I motivi sono da ricercarsi soprattutto nelle estreme condizioni che esistono sull’isola con inverni lunghi e buoi ed estati che volano via come il battito di un ciglio.

Detto questo torniamo al succo del nostro discorso, siamo arrivati fino a quassù perché da pochi giorni è stato reso noto che la nazionale di calcio della Groenlandia, sarà “vestita” dall’Italiana MACRON.

Ovviamente non ci sono ancora dettagli specifici, ma ci piace rilevare come ancora una volta il Brand di Valsamoggia, va alla ricerca anche delle realtà più piccole o piccolissime, ma che sono degne di essere rappresentate.

Nel caso della nazionale Groenlandese stiamo peraltro parlando di una squadra che non disputa partite ufficiali né UEFA né FIFA, in quanto da questa non riconosciuta, vista l’assoluta assenza di campi in erba che è condizione obbligatoria perché si possano disputare gare ufficiali e ufficialmente riconosciute.

Ovviamente tale situazione è impraticabile per i calciatori della Groenlandia, ma con la timida apertura della FIFA all’utilizzo di campi in erba sintetica, qualche speranza pare esserci.


Nuuk Stadium in erba sintetica.

 

Il calcio in Groenlandia è comunque uno sport praticato, esiste una federazione ed un campionato, nato nel 1958, con 20 squadre suddivise in gironi, ma ovviamente senza promozioni e senza retrocessioni.

La squadra più titolata della nazione è quella della capitale Nuuk, il Boldkubben af 67, conosciuto come B67, di cui qualche tempo fa il mio collega Riccardo D’Agnese aveva parlato, con 13 titoli, mentre l’ultimo titolo è andato alla squadra del Nagdlunguaq-48 (che vi avevo detto sui nomi) che di titoli ne ha vinti ben 11.

Da qualche tempo il campionato è sponsorizzato dalla Coca Cola e questo avvalora l’idea che anche i campionati che si giocano in posti remoti e desolati, hanno comunque un buon interesse commerciale, tenendo conto che la fase finale del torneo in cui si affrontano le vincitrici dei vari tornei regionali dura 10 giorni, come una Coppa del Mondo, e ogni anno le fasi finali vengono disputate in posti diversi per portare la gioia del tifo in ogni angolo di questa terra perennemente alle prese con il ghiaccio.

Per farvi capire ciò che vuol dire avere la passione per uno sport, che sia il calcio o qualunque altro, vi voglio solo accennare la favole dell’Inuit Timersoqatigiiffiat- 79, per fortuna meglio conosciuta come IT-79, che nel 2018 si è aggiudicato il primo e finora unico titolo della sua storia battendo il B67 ai calci di rigore. 

La location della fase finale è sull’isola di Disko a Qeqertasuaq, località che le squadre hanno potuto raggiungere dopo una navigazione di 18 ore…già…niente aereo…raggiungendo un posto strabiliante conosciuto tra gli Innuit come il

 

 

“Grand Canyon”.

 

 

In una settimana l’IT-79 compie l’impresa con la sua maglia rosa che costringe i favoritissimi del B67 ad un 2 a 2 che ai rigori si trasforma in una sconfitta.

 

                                        L’IT-79 festeggia il titolo

 

A guidare la squadra vincente il capitano, classe 1985, Kaassannquaq Zeeb, soprannominato Gazza che gioca e allena e che dopo aver peregrinato per le divisioni minori danesi nelle file dello Svendborg è ritornato in patria ad occuparsi del comparto commerciale del colosso del cibo surgelato, ovviamente, “Royal Greenland”.


                                                

 

 

 

Ma torniamo alla nazionale di calcio della Groenlandia che svolge la propria attività da molti anni, ma ancora in un limbo che le impedisce di essere affiliata ad una qualsiasi Lega ufficiale, Fifa in primis.

Stadio della Nazionale degli Orsi

 

Nel 2010 Sepp Blatter fece visita all’impianto di Qaqortoq dove nel 2009 venne inaugurato il primo campo in erba sintetica dell’isola artica, dandone l’ufficiale approvazione, primo passo per una futura affiliazione all’UEFA. 

Nonostante i ripetuti sforzi anche con la costruzione di altri campi sintetici e anche con l’ausilio dei partner danesi, l’ostacolo maggiore per la UEFA è legato al fatto che non sono affiliabili nazioni che non abbiano una propria indipendenza.

Ma siccome a queste latitudini sono tosti, i vertici stanno studiando la possibilità di affiliazione alla CONCACAF essenzialmente per due motivi: innanzitutto la CONCACAF non richiede alcuna indipendenza alla nazione che si vuole affiliare; in secondo luogo la quasi totalità del territorio della Groenlandia appartiene al continente Nordamericano.

Detto questo la nazionale soprannominata dei Polar-Bamserne (Orsacchiotti polari) in questi anni ha comunque provveduto ad effettuare gare amichevoli, si è affiliata nel 2016 al CONIFA e nel 2017 ai giochi olimpici dei piccoli stati conquista la medaglia d’argento dopo aver perso la finale con le Isole di Man.

Partecipa agli Islands Games dal 1989 avendo ottenuto come miglior risultato il secondo posto nel 2013 dopo la sconfitta contro Bermuda per 3 a 0.

Nel 2016 partecipa alla FIFI World Cup (Federation of International Football Indipendents) svoltasi in Germania raccogliendo due sconfitte con Cipro del Nord, poi vincitore del torneo, e con Zanzibar.

Nel 2006 partecipò alla ELF Cup, mondiale riservato a nazioni non riconosciute da nessuno, vinta anche questa da Cipro del Nord, raccogliendo una vittoria con la Gaguzia, un pareggio con Zanzibar e una sconfitta con il Kirghizistan.

L’esordio della nazionale Groenlandese è avvenuto nel 1980 contro le Isole Faer Oer conclusasi con una sconfitta per 6 a 0; la vittoria più roboante è un 16 a 0 contro Sark, mentre le peggiori sconfitte sono 3 partite perse per 6 a 0 con Faer Oer, con Guernsey e con Minorca.

La nazionale è sponsorizzata dalla Coca-Cola e fino all’anno scorso ha vestito kit forniti dalla spagnola Kelme e dalla danese Select, mentre in precedenza nell’ordine da Adidas, Admiral, Diadora, Umbro ed Hummel.

                    

 

Dalla prossima stagione arriva l’italica MACRON.

Nel corso della sua storia la nazionale dell’orso è stata allenata da Sepp Piontek vincitore di una campionato tedesco e di una coppa di Germania e che dal 2011 è inserito nella Hall o Fame di calcio danese, in quanto allenatore della gloriosa prima “DANISH DINAMITE” dei vari Frank Arnesen, Preaben Elkiaer Larsen, Michael Laudrup e Morten Olsen che a cavallo degli anni ’80 diede spettacolo in europa.

 



Seppur senza raccogliere risultati di rilievo, quella nazionale ha ottenuto il riconoscimento da parte della rivista WORDL SOCCER, di essere inserita al 16° posto delle nazionali migliori di tutti i tempi e come quinta nazionale più forte al mondo a non aver mai vinto un mondiale.

Oggi la nazionale è guidata da un curioso binomio formato dall’autoctono Renè Olsen e dall’Eritreo Tekre Ghebrelul, mah….curiosità polari…

Tutte queste informazioni, oltre a stimolare normale curiosità legata alle difficoltà di questa squadra a queste latitudini, lasciano in sospeso il perché la MACRON abbia accettato questa sfida…

Dal mio punto di vista MACRON, mi raccomando l’accento non leggetelo alla francese (…), ha deciso per politica aziendale di cercare di non indossare i paraocchi cercando di accaparrarsi solo i grandi club, ma scommettendo su piccoli esempi di tenacia, di orgoglio, di voglia di emergere in un mondo che li vuole tenere fuori.

Basta leggere i nomi presenti nel “book” del brand italiano per capire che le cose stanno proprio così, non si tratta solo del mero aspetto economico perché è difficile pensare che la vendita di magliette della nazionale della Groenlandia, di San Marino, di Eswatini, del Liechtenstein, possa avere un riscontro di rilievo economico, ma la “mission” è sicuramente un’altra.

Detto questo siamo sicuramente ansiosi di conoscere il prodotto che MACRON fornirà ai calciatori della terra dei ghiacci, ma siamo sicuri che il prodotto sarà molto italico e quindi molto brillante e fascinoso.

L’accordo partirà dal Luglio 2020 e comprenderà il kit per tutte le squadre nazionali compresa quella femminile.

 


 

Quando pur di praticare lo sport che si ama si è disposti ad accettare situazioni come quella nella foto qui sotto, si capisce quanto lo sport in generale, ma lo sport in particolare sia in grado di riscaldare i cuori ed accendere gli animi anche di persone che vivono a ridosso del Circolo Polare Artico o Napapijri che dir si voglia, merita un grande grandissimo rispetto da parte di noi che abbiamo la fortuna di poter vedere partite in situazioni certo migliori.

 

Ringraziamenti  Editoriali:




Fonti Giornalistiche:

         


            Fonti Fotografiche: 


   

       Fonti Video:





 

di: Fabrizio “Joshua” Roscitano.


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