Il Galletto Sportivo torna a "Ruggire sul Petto'' dei "Leoni Indomabili'': Il Fascino de Le Coq Sportif pervade di nuovo l’Africa.


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Oggi noi di Zona Maglie vogliamo portarvi in un mondo carico di storia, di superstizioni, di riti, di passione, di sacro fuoco e di voglia di arrivare.
Vi portiamo nel mondo dell’Africa nera, di quell’Africa che a detta di tutti, prima o poi porterà a casa qualcosa di importante a livello mondiale.
Dagli albori dei campionati mondiali in cui le squadre africane partecipavano per questioni “politiche” e giusto per far colore con il seguito di tifosi e ritualità, di tamburi, di trombette sono sicuro, e non sono l’unico ad esserlo, che nel momento in cui le alchimie tattiche si uniranno a quelle fisiche, che già sono di prim’ordine, la grande sorpresa arriverà.
A voler essere pignoli ci sono nazionali che già oggi saccheggiano le ex colonie per ottenere risultati che, forse, senza quel tipo di apporto difficilmente avrebbero potuto raggiungere.
La mia non vuole essere una mera considerazione polemica, ma solo una lettura della realtà difficilmente confutabile.
Ovviamente sottotraccia gli attenti lettori avranno già capito di quale nazionale stiamo parlando e cioè della Francia che a parte la vittoria dell’Europeo casalingo del 1984 guidati da Le Roi Michel e con la presenza di uno straordinario figlio del Mali rispondente al nome di Jean-Amadou Tigana, nulla di rilevante aveva conquistato.
Dal 1998 al 2018 è riuscita a rimpinguare il proprio palmares con due mondiali, un europeo e due Confederations Cup. Non starò qui a elencare i giocatori provenienti dalle ex colonie che in questi vent’anni hanno contribuito a rinverdire i fasti de Les Blue…
Rimaniamo comunque in terra d’oltralpe perché parliamo di Le Coq Sportif e dei suoi prodotti, parliamo di un brand che ha differenziato la propria ricerca senza fermarsi al solo calcio, dominato peraltro dalle grandi multinazionali quali Puma, Nike, Adidas, ma orientandosi verso sport che di solito vengono definiti minori, ma che minori non sono proprio per niente.
Ed allora scopriamo che il brand riconoscibile dal “galletto” fornisce le divise della nazionale di rugby francese, una delle TOP 10 in assoluto, ma anche della squadra di club del Racing 92; poi scopriamo che la maglia del Tour De France è griffata Le Coq Sportif e poi ci sono tennisti, boxeur, cestisti tutti di fama internazionale che si sono affidati ai prodotti della casa francese.
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Cenni di storia
Il marchio Le Coq Sportif, che significa proprio “Il Gallo Sportivo” venne fondato nel 1882 da Emile Camuset ad Entzehim, ma solo nel 1948 apparve il marchio che è poi diventato il simbolo a livello mondiale del brand.
Ovviamente con il passare del tempo e con le politiche aggressive instaurate dai grandi marchi globali, l’importanza di Le Coq Sportif è stata ridimensionata, ma nella propria storia la griffe suddetta ha portato a casa risultati eccezionali, soprattutto se confrontati con chi aveva, ha e avrà disponibilità economiche molto più rilevanti.
Le Coq Sportif, a mio parere e non è una “diminutio”, può essere paragonato al negozietto sotto casa che cerca di sopravvivere puntando tutto sulla qualità e poco sulla quantità.


Titoli

Arrivando al nocciolo del discorso e rivolgendo lo sguardo allo sport che tutti i lettori di Zona Maglie amano, Le Coq Sportif è riuscita a legare il proprio nome ad imprese di rilievo.
A livello di club il galletto ha legato il proprio nome all’Everton Football Club a metà degli anni ’80, periodo in cui la squadra tra il 1984 ed il 1987 è riuscita a vincere due campionati, una coppa d’Inghilterra, quattro Charity Shield e una Coppa delle Coppe. In tale periodo l’Everton non ha potuto partecipare alla Coppa dei Campioni a seguito della squalifica delle squadre inglesi dopo i tragici fatti dell’Heysel.

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Come dimenticare l’Aston Villa che nel 1981-82 si aggiudicò la Coppa dei Campioni con il galletto sulle maglie, una vittoria che insieme al double del Nottingham Forest, rimane tra quelle più romantiche.

Una competizione che oggi, con i tanti soldi che sono stati immessi nel sistema calcio, non esiste più, una competizione che poteva essere vinta da una squadra di un quartiere di Birmingham all’esordio nella competizione batte in finale il colosso della Baviera rispondente al nome di Bayern di Monaco e che nella supercoppa europea inflisse la sconfitta anche al Barcellona.
Che calcio……
Le Coq Sportif era presente anche sulle maglie dell’Udinese Calcio dall’anno 2002 all’anno 2005 in un periodo in cui la squadra friulana riuscì a conquistare l’accesso per due volte alla Coppa Uefa e una volta ai preliminari di Champions League dove raggiunge la fase a gironi eliminando nel preliminare lo Sporting Lisbona e giungendo terzo nel girone dietro al Barcellona e a pari punti con il Werder Brema venendo eliminato per la differenza reti.
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Ultimamente il brand ha legato il proprio nome con diverse squadre d’oltralpe come l’Auxerre e il Saint-Etienne, con la squadra di primera division Argentina del Gimnasia y Esgrima di La Plata.

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                   Maglia Gimnasia y Esgrima di La Plata






 


In Italia il brand, nelle ultime stagioni, ha sponsorizzato la Fiorentina, ma ha anche dato vita all’originalissima felpa del calcio Storico Fiorentino.

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Ma ciò che è ancora più interessante è che Le Coq Sportif ha legato il proprio nome con due nazionali che hanno vinto il Campionato Mondiale di calcio una nel 1982 e cioè la nostra Italia più cara e una nel Campionato Mondiale del 1986 con l’Argentina del miglio Diego Armando Maradona di sempre che ha legato il proprio nome al gol più furbo e al gol più bello della storia dei mondiali di calcio eseguiti nella stessa partita e non mi dilungo oltre.

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Camerun – Le Liones Indomable

La storia tra la nazionale dei Leoni Indomabili e Le Coq Sportif nasce nel 1980 quando il brand si lega alla nazionale camerunense accompagnandola alla storica edizione dei Mondiali spagnoli facendo innamorare gli esteti del calcio di Roger Milla, vera icona del calcio africano, del portiere con le calzamaglia, anche con 40°, Peter N’Kono (che a fine stagione si aggiudicherà il sue secondo Ballon D’or africano), Emmanuel Jerome Kundè, Jean-Pierre Tokoto e Teophile Abega.
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Una squadra che alla fine dei gironi fu eliminata a favore dell’Italia per la sola differenza reti, ma si conquistò lo status di squadra di riferimento del calcio africano che solo negli ultimi anni ha perso smalto a favore di altre compagini quali il Senegal, la Costa D’Avorio, il Marocco, Nigeria.


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Dopo aver abbandonato il Camerun Le Coq Sportif ha accompagnato le gesta della nazionale dell’Algeria tra il 2004 ed il 2009 e del Senegal dal 2002 al 2005.
Proprio con il Senegal Le Coq Sportif tornò in auge accompagnando Les Liones de la Taranga (sempre leoni sono) fino ai quarti di finale dove si arresero al golden goal del turco Ilhan Mansiz.

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Ma il Senegal si era tolto la soddisfazione di battere all’esordio assoluto in un Mondiale i campioni uscenti della Francia per 1 a 0, pareggiando con la Danimarca per 1 a 1 e con i maestri uruguagi per 3 a 3 dopo aver terminato il primo tempo in vantaggio per 3 a 0.
Poi agli ottavi di finale contro la Svezia il golden goal premiò il Senegal, ma come già detto il golden goal da il golden goal toglie….
Adesso il galletto torna sulle maglie dei leoni indomabili che hanno interrotto un rapporto ventennale con Puma che nel corso degli anni aveva comunque creato prodotti innovativi e ricercati come le prime maglie “smanicate” giudicate non conformi, per i mondiali del 2002, e le ultime divise con richiami tribali legati a quello spirito dell’Africa più profonda che affascina sempre chi non appartiene a quella meravigliosa terra.
La nuova maglia Le Coq Sportif è quanto di più tradizionale si può trovare sul mercato, anche in relazione a ciò che oggi il marketing richiede, ma proprio per questo è molto evocativa, rappresentativa e identificativa.
 https://twitter.com/lecoqsportif/status/1118548001977450496/photo/1
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La prima maglia ha il caratteristico colore verde a con i richiami degli altri colori della bandiera, il giallo e il rosso, sul bordo manica e sull’interno del colletto a girocollo dove è inserita anche la stella gialla.
Il logo del galletto è stilizzato sulla parte destra mentre al centro è inserito il simbolo della Federazione Camerunense di Football – FECAFOOT -
A sinistra in corrispondenza del cuore è stato inserito in modo assolutamente simbolico il leone che ruggisce, il leone indomabile, il leone che è il simbolo dell’Africa Nera tutta.
Infine sotto il logo della federazione è inserito il numero della maglia.
I pantaloncini dovrebbero essere rossi e i calzettoni gialli.
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La seconda maglia ha il colore di sfondo giallo, l’impostazione dei loghi uguale alla prima maglia, ma si caratterizza dalla presenza sulle spalle di una stilizzazione del graffio dell’artiglio di un leone rosso, verde e giallo.

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L’esordio della nuova maglia in competizioni ufficiali avverrà nella Coppa d’Africa che verrà giocata nell’estate del 2019 e che vede i Leoni Indomabili campioni uscenti visto che nell’edizione del 2017, giocata in Gabon, si sono imposti in finale 2 a 1 in rimonta contro l’Egitto di Mohammed Salah e di Hector Cuper.
Con questa vittoria il Camerun ha interrotto un digiuno di 17 anni per una squadra che nel palmares della manifestazione e secondo solo alla nazionale dei Faraoni.
Il Presidente della FECAFOOT, Mohamed Iya, in conferenza stampa ha dichiarato che con la chiusura del rapporto con Puma, per la nazionale del Camerun deve iniziare una nuova rinascita che porti gloria e rinverdisca i fasti della nazionale che si fece conoscere dal mondo nel 1982.
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Per cercare di ottenere prestigiosi risultati e a seguito delle disastrose qualificazioni per Russia 2018 la Federazione ha esonerato il tecnico belga Hugo Broos, al quale il credito relativo alla vittoria della Coppa d’Africa è durato molto poco, affidando la squadra ad interim ad una leggenda del calcio camerunense, Rigobert Song, visto anche sui campi nostrani.
Dopo pochi mesi la Federazione ha raggiunto un accordo con Clarence Clyde Seedorf che ha chiamato come vice Patrick Stephan Kluivert al fine di cercare di trasmettere alla nuova generazione di giocatori del Camerun quell’entusiasmo, quell’attitudine al lavoro e quella capacità di vincere che ha reso i due olandesi tra i giocatori più vincenti degli ultimi 25 anni.
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C’è da dire che come al solito le maggiori difficoltà che incontra chi si avventura nell’allenare una squadra africana sta nel fatto che tutti i giocatori di rilievo sono sparsi in giro per il mondo e tenerli tutti sott’occhio non è certo compito facile, necessitando quindi di uno staff di scout di prim’ordine.
Oggi i talenti principali sono il difensore del Torino Nicolas N’Kolou, l’attaccante del Porto Vincent Aboubakar, l’attaccante dell’Olimpique Marsiglia Clinton N’Jie e l’attaccante del Villareal Karl Toko Ekambi.
Ovviamente per chi segue le vicende africane si sarà accorto che a questo elenco mancano due dei migliori talenti dell’ultima generazione ed in particolare il capitano Benjamin Moukandjo e Christian Bassogog.
Il motivo di tale mancanza è legato al fatto che il nuovo CT non ha intenzione di convocare giocatori che giochino in Oriente, praticamente in Cina, dove il campionato viene ritenuto di basso livello e poco allenante.

I migliori vogliono giocare per le squadre più forti d’Europa, in competizioni come la Champions League. E per ottenere buoni risultati dobbiamo avere calciatori competitivi. Se hai talento e hai vent’anni devi giocare in Champions o in squadre europee come il Milan, la Juventus o il Chelsea ha dichiarato il C.T. Seedorf.
Nel caso di specie Moukandjo gioca in Cina dalla stagione 2017-2018 militando nel Jiangsu Suning e nella stagione in corso Beijing Renhe, mentre Bassogog milita dalla stagione 2017 nell’Henan Jianye.
Come rileva il problema del talento nel Camerun non è dalla cintola in su, ma nel pacchetto arretrato che a parte il giocatore granata, può contare su elementi che se e vero che giocano all’estero e altrettanto vero che giocano in campionati meno competitivi dei top europei quali quello dell’Angola, della Repubblica Ceca o in serie B francese o spagnola.
Sicuramente Seedorf non è tipo da farsi spaventare dalle difficoltà, ma come ben sappiamo il calcio africano è un calcio con poca pazienza e a volte con poco rispetto per la storia delle persone e il rischio è che al primo fallimento tutto venga azzerato e si riparta nuovamente da zero.
Speriamo per il bene del calcio mondiale che le squadre africane possano diventare sempre più competitive e vadano a colmare le lacune di attenzione, di attitudine, di atteggiamento che spesso contribuiscono ai mancati risultati in campo internazionale.
Le Coq Sportif ha deciso di accompagnare la rinascita dei Leoni Indomabili puntando sulla qualità del prodotto, su una maglia che sia subito identificativa e con pochi fronzoli per cercare di ricreare quelle sensazioni sciamaniche in cui chi la indossa possa veramente sentirsi parte di un Paese intero e non solo di una squadra di calcio, possa veramente sentire la spinta di un branco di leonesse in caccia.
Magari l’enfasi è esagerata, ma chi conosce il calcio africano sa perfettamente quanto sia importante la ritualità e quanto i giocatori, anche quelli più affermati seppur lontano dalla Mamma Africa, non abbandonano mai il fuoco del Continente nero.
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Nella speranza di non aver annoiato chi legge, abbiamo ritenuto opportuno dedicare a questo argomento un qualcosa di più di una notizia flash, nella speranza che i nostri fidati lettori abbiano avuto la voglia di condividere il tutto insieme a noi.


Fonti Giornalistiche:
Camerun, torna lo sponsor tecnico Le Coq Sportif dopo oltre trent'anni:https://www.foxsports.it/2019/04/19/camerun-nazionale-torna-sponsor-tecnico-le-coq-sportif/

Le Coq Sportif (la marca que ha diseñado los uniformes más bonitos en la maldita historia) vuelve a vestir a una selección. A la de Camerún: https://twitter.com/alfunks/status/1118906461445189633 

Fonti Fotografiche:                                                                            


Fonti Video:
blob:https://fox.player.crosscast-system.com/75d0152e-f738-4a62-b974-63352de8e59f 


di: Fabrizio Roscitano.


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